Zaccheo e il Sicomoro Lc 19, 1-10

Zaccheo e il Sicomoro, Marika Zanetti, olio su tela 30x40
Zaccheo e il Sicomoro, Marika Zanetti, olio su tela 30×40

Zaccheo e il Sicomoro, è il quadro di cui oggi vi voglio parlare. Vi scrivo dal camper mio e di mio marito, dal letto perchè ho nuovamente mal di schiena. Gabriele mi allieta con la sua musica, trasformando questo metro quadro in una sala prove. Fuori piove, ma il parcheggio a Fenis (in Val d’Aosta) ci regala sempre dei bei momenti.

Questo quadro di Zaccheo l’ho dipinto su commissione ispirandomi al passo del Vangelo Lc 19, 1-10. Protagonista della tela vuole essere l’albero, il Sicomoro, ecco perché domina tutto lo spazio con le sue spirali e il suo colore verde brillante e anche con le sue radici dorate immerse nella buia terra.

Zaccheo e il Sicomoro, Marika Zanetti, olio su tela 30x40
Zaccheo e il Sicomoro, Marika Zanetti, olio su tela 30×40

Il Sicomoro è un albero antichissimo, presente in Palestina da migliaia di anni e coltivato in Medio Oriente (Egitto, Israele e Siria) da epoche remote. Ho letto che, per gli Egizi, era simbolo dell’immortalità e veniva usato per la fabbricazione di sarcofaghi. Assimilato alla Fenice (l’uccello che riprende vita dalle proprie ceneri), simbolo di rinascita dalla distruzione, di vittoria sulla morte. In poche parole, era l’Albero della vita e in tale modo l’ho voluto rappresentare dedicando ad esso molto spazio.

E’ Albero della vita per Zaccheo, è l’Albero della sua rinascita. Si dice nel Vangelo che, Zaccheo, fosse piccolo di statura e, a causa della folla, non riuscisse a vedere Gesù mentre passava. Preso dalla curiosità (e forse anche da altro…) s’ingegna e s’arrampica sul Sicomoro che gli permette d’incontrare lo sguardo di Gesù e questo avvenimento gli cambierà la vita, ma andiamo per ordine.

Lo so, fa un po’ ridere aver fatto indossare a Zaccheo una cravatta del tutto anacronistica, ma agli artisti si concede tante cose. Così me lo sono concessa da sola e ho anche una spiegazione del perchè, come quelli veri 😉 !!

Zaccheo è capo dei pubblicani e ricco, esattore delle tasse a cui, forse, rimanevano attaccati sotto le dita qualche soldino senza renderlo a chi di dovere. I pubblicani non godevano certo una bella fama. Mi sono chiesta con quale simbolo avrei potuto rappresentare tutto questo e ho pensato alla cravatta. Non me ne vogliano quanti, onestamente, la indossano per lavoro… Però credo di non azzardare nulla se suppongo che nell’immaginario comune “certi soggetti in giacca e cravatta” non siano considerati dei benefattori 😉 !! L’altro motivo della cravatta riguarda la professione del committente di questo quadro: è un avvocato. Ho pensato all’etichetta che un avvocato deve esibire e come il rischio di raggirare la legge, per profitto, possa essere dietro ogni angolo… Con questo quadro voglio augurare alla mia amica avvocato di saper sempre rimanere in maniche di camicia quando necessario, proprio come questo nostro Zaccheo che si arrampica su di un albero, venendo meno all’etichetta.

Zaccheo in maniche di camicia ;) !!
Zaccheo in maniche di camicia 😉 !!

Allora – Zaccheo – corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro… Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua»… 

Per descrivere questa bellissima scena, non ho avuto bisogno di nessun effetto speciale. Sguardo nello sguardo e le mani di Gesù aperte, già pronte per accogliere Zaccheo nella casa di lui (e non viceversa 😉 !! )

Zaccheo, continua il Vangelo, scende in fretta dal Sicomoro e accoglie Gesù in casa sua e, ad un certo punto…

Zaccheo… disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza…»

La Salvezza che entra nella casa di Zaccheo, nel suo lavoro e nella sua vita, l’ho rappresentata con le frange rosse del mantello di Gesù che avvolgono la sua abitazione, Frange di un mantello che richiamano un altro episodio del Vangelo a cui sono molto affezionata. Indovinate quale nei commenti !! Vi dò un suggerimento grafico:

Anzi due 😉 !!

Adesso vi starete domandando il significato delle radici dorate su sfondo nero in basso a destra del quadro.

Soddisfo subito la vostra curiosità. A parte la fissa che ho di rappresentare sempre da qualche parte dei miei quadri un po’ di tenebra (chi non ne vive almeno un pochino nel corso della vita?). In questo caso, le radici, significano lo stare con i piedi per terra. Va bene incontrare Gesù dall’alto del Sicomoro, ma senza dimenticarsi di affondare bene bene le nostre radici nella vita semplice – e banale – di tutti i giorni (ah sì, la Terra è anche sporca…), per non cascare in quello spiritualismo evanescente che non ha niente a che fare col Vangelo di Gesù. Mi piace leggere proprio così quel “scendi subito” di Gesù a Zaccheo in questo brano.

Se vi fa piacere lasciarmi le vostre impressioni nei commenti qui sotto, siete sempre i benvenuti 🙂 !!

Per vedere la spiegazione di altri miei quadri, eccovi serviti:

E se volete acquistarne uno o commissionarmelo con una vostra speciale idea, vi aspetto come sempre in Bottega nel mio shop on line su Etsy come La Bottega di marika:

2 thoughts on “Zaccheo e il Sicomoro Lc 19, 1-10

  1. Toc toc… C’è qualcuno là fuori? Che tristezza, mi faccio i commenti da sola 🙁 …Giusto per vedere se funziona 😉 !!

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