storia di un camper autocostruito

Storia di un camper autocostruito e una moto Laverda

Un camper autocostruito Cafone

Oggi vi voglio raccontare la storia di un Camper Autocostruito, di una moto Laverda, di una bimba sul tetto col Barbetta e di un tizio che lo chiamano il Baffo. Da dove vengono questi protagonisti e perché ve ne voglio parlare? Vengono da un libro che ho appena finito di leggere e che, assolutamente, vi voglio consigliare 😉

Il mio libro preferito sui viaggi – e un camper autocostruito –

Arianna Franzan
Il mare a sinistra (e una moto Laverda in testa)

Si viaggia verso la Sicilia percorrendo tutta la costa italiana. Una sola regola per orientarsi all’andata: “Finché il mare è a sinistra, stiamo andando verso sud, ragazzi”. Una sola regola per orientarsi al ritorno: “Finché il mare è a sinistra, stiamo andando verso nord, ragazzi”. E in questo diario di viaggio ci si ritrova immersi nelle storie di motociclisti, di mitiche Moto Laverda, di supercampioni e stradine sterrate di campagna.


Arianna, una scrittrice di Thiene, mi ha contattata tempo fa per disegnare la copertina di questo libro nella sua versione in inglese. La conoscenza di lei è stata una piacevolissima scoperta. La sua bravura, semplicità e maestria nello scrivere è disarmante. Una pagina tira l’altra. Ci si ritrova a ridere con “il Barbetta in odore di sudore e santità” che ha piantato le tende sul tetto del loro camper cafone autocostruito dal padre. E ci si ritrova con un nodo in gola e le lacrime agli occhi approfondendo la conoscenza del mitico Baffo. Il tutto visto attraverso gli occhi di una bambina che cresce e si fa donna, appollaiata col cuore e a volte di persona, in cima a quel furgone “metà blu e metà giallino-maglietta-della-salute”.

illustrazione moto laverda vintage

“Per farla breve. Ho visto questa specie di mezzo di trasporto cafone e mi son detta… perché? Perché a casa mia devono sembrare da corsa pure le borse della spesa? Perché attacchiamo adesivi di moto e auto in ogni dove?… Allora mandatemi a scuola con un cronometro in mano, la tabella dei tempi e la bandiera a scacchi al posto dello zaino…”


Arianna Franzan
The Sea to the Left: (and a Laverda motorcycle in the lead)

There’s only one rule for the travelers in order to get ready for the outward journey: “If the sea is on our left, we’ re going southbound, guys”, as well as for the return: “If the sea is on our left, we’re going northbound, guys”.




Quello che ti fa fare Arianna, con il suo libro “Il mare a sinistra”, è un tuffo nei ricordi e ad emergere non sono solo quelli della protagonista. A me è successo di ritrovarmi bambina con lei. Ho ripensato al giorno in cui Gabriele ed io abbiamo deciso di vivere su di un camper autocostruito. Ho rivissuto, con lei, l’avventurosa vacanza di quando mio padre (con i baffi anche il mio) ci caricò tutti sulla sua Rover e ci portò dalla Liguria a Cortina D’Ampezzo dormendo tutti nel bagagliaio della macchina… Cose assurde 😉 !!

Anche noi abbiamo un camper autocostruito

Avevamo già abitato in camper per quasi due anni, appena sposati, tornati dai nostri rocamboleschi tre mesi a San Francisco. Pausa di vita seminomade e poi la Pandemia ci ha riportati sulla strada, in senso buono 😉 Quando ho letto la descrizione che Arianna fa del loro furgone fai da te, non ho potuto che vederci il nostro. Non è un Van, il nostro, instagrammabile (come direbbero oggi). Per carità, fuori è ancora decente, ma gli interni… Gli interni sono funzionali.

Era già un furgone di seconda mano al momento dell’acquisto, allestito a camper da una ditta fallita e rimaneggiato, dal primo proprietario, a tal punto da soprannominarlo Franky (in omaggio a Frankenstein).

Quando abbiamo deciso che sarebbe diventato casa nostra, abbiamo dato priorità allo spazio abitabile rispetto al comfort di tanti mobiletti. Abbiamo così smontato pareti del bagno, armadio, frigorifero, tavolo… Sostituendo il tutto con un mega lettone a “scomparsa” che, Transformers spostatevi, di giorno diventa il mio laboratorio :-). Minuscolo frigo, tavolo pieghevole, tendina per la privacy del bagno e “tanto spazio” (AHAHAHAHAHAAH!!!) da poterci ballare… EHM, il ballo del mattone.

camper autocostruito van interni idee
L’interno del nostro Van si commenta da solo

Qualcosa che difficilmente scorderemo: una vacanza dormendo in macchina

“So, dentro di me, che papà vuole farci vivere qualcosa che difficilmente scorderemo, che ci resterà nel cuore per sempre”.

Come scrive Arianna, anch’io ho indelebile nel cuore la più bella Vacanza di sempre. Ero piccola e un’estate siamo partiti, da Lumezzane Brescia, tutti e quattro sulla nostra Rover 3500 anno 1977 per arrivare al confine della Francia sulla Costa Azzurra, passando poi per il Passo della Cisa e facendo ritorno a casa dopo aver visitato Cortina D’Ampezzo. Senza alberghi, senza autostrada e dormendo sempre nello spazioso bagagliaio di quella mitica macchina.

Non chiedetemi il senso di questo viaggio.
Non chiedetemi la strategia che sta dietro questo itinerario.
Forse perché mio papà, è risaputo, non fa mai ritorno per la stessa strada.
Forse solo perché anche mio papà, come quello dell’autrice del libro, ha i baffi 😉


Fatto sta che, la mia passione per l’avventura, lo spirito d’adattamento e la voglia di esperienze fuori dall’ordinario, credo proprio che affondino le loro radici in quel viaggio e in quel primo camper in nuce, composto da un bagagliaio, un materassino matrimoniale e un piccolo fornellino a gas blu.

una vacanza dormendo in macchina itinerario
L’itinerario della nostra vacanza-avventura dormendo nel bagagliaio di una Rover


libri sui viaggi in camper
E’ una lista di Libri sui viaggi – anche in camper e in Van – che vorrei leggere almeno una volta nella vita. Alcuni li ho già letti e corredati di riflessioni dal punto di vista di una che in Camper ci vive.
citazioni belle sui viaggi
Le frasi belle sui viaggi, con un bel disegno, sono una di quelle cose che mi piace collezionare nei ritagli di tempo. Ne ho raccolte qui un po’ che potrai utilizzare per i tuoi social.


Un libro per gli appassionati di motori che ruggiscono

Da che mi ricordi (da brava lumezzanese) i motori hanno sempre fatto parte della mia vita. In casa mia non giravano molte riviste, ma “Quattro Ruote” non mancava mai. Il Sabato era dedicato alla pulizia delle auto. Agli esami delle medie, per tecnica, ho portato il motore a scoppio. E le domeniche, da bimba, avevano la colonna sonora del Granpremio e del Moto GP. WROOM!!! Sarà per questo che, le 4 ruote, fanno così parte del mio lavoro 😉 e vita!!

E nel libro di Arianna, se amate anche i motori delle motociclette, troverete pane per i vostri denti 🙂 !! Sarà un fantastico viaggio nel mondo delle moto Laverda perché

“alla fine una moto che cos’è se non un motore e qualcosa intorno che ti permetta di salirci sopra e farlo ruggire, trasformando tutta quell’energia in movimento?”.

Dal prossimo 23 luglio 2022 il binomio “Laverda – Moto”, che in passato ha segnato la vita economica, sociale e sportiva di Breganze (VI), non sarà più esclusiva prerogativa degli appassionati cultori dello storico marchio motociclistico, ma tornerà ad essere appannaggio della città che ne ha dato i natali. Sabato 23 luglio 2022, con una manifestazione che proseguirà anche domenica 24, aprirà i battenti, in via Roma 82, il Museo Moto Laverda, con l’esposizione permanente di oltre 100 moto, compresi prototipi ed esemplari di moto da corsa.

E dal pianeta di queste donne con dei padri fanatici di motori, passo e chiudo 😉



modellini camper personalizzati
modellino moto guzzi california
modellino vespa


Perché parlare di cambiamento climatico?

logo friday for future italia

La cosa più importante da fare per combattere il cambiamento climatico: parlarne… Non possiamo abbatterci… Dobbiamo cercare la speranza necessaria per ispirarci ad agire, e quella speranza inizia con una conversazione, oggi.”

Katharine Hayhoe


19 Febbraio 2022 – Da un articolo di Friday For Future Italia.

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una creatrice di camper in miniatura (e non solo – tutte le illustrazioni che trovi in questo sito sono mie), a spasso con il suo marito musicista e il nostro Van (chi siamo).
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sono fatti a mano, con la tecnica della penna a sfera.
Qui ne trovi una bella raccolta che potrai scaricare in bassa qualità GRATUITAMENTE, anche per scopo didattico.
Oggi, gioco in casa, e diamo voce e colore a una delle favole bresciane della mia infanzia. Ti racconterò la storia di Pliff Pluff Plaff, così, come ce la raccontava la nonna Pina a me e a mia cugina, quando eravamo piccole.




E’
ben difficile…
capire il mondo senza uscire di casa propria. (Voltaire)

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