Viaggiare a Piedi: dalla Valgobbia a Roma

Viaggiare a Piedi: storia di un Pellegrinaggio fino a Roma.

Viaggiare a Piedi fino a Roma, ben 18 anni fa, credo che rimanga una tappa fondamentale della mia vita. Penso che, anche quel viaggio, abbia contribuito a formare in me quell’indole a cercare l’Essenziale accontentandomi di quel poco che abbiamo.

In questo blog vi parlo spesso dei nostri viaggi squattrinati con mio marito e il nostro camperello e mi sembrava bello condividervi anche la Bellezza (e la fatica) celata nel Viaggiare a Piedi. I piedi hanno dolorato per le vesciche oltre ogni immaginazione, ho distrutto scarpe e sandali lungo il percorso, le ginocchia e le caviglie hanno davvero vacillato e non so nemmeno io come siano riuscite a portarmi fino a Roma. Credo che la forza me l’abbia data la Bellezza dell’Italia vista da vicino, bella come paesaggio e come gente. Non dimenticherò mai i volti delle signore che dai balconi delle loro case ci salutavano, ci sporgevano dell’acqua e accoglievano il nostro passaggio come un giorno di festa 🎉🎉!!

Era un afoso 🌞 28 luglio del 2000, una data preparata da anni, e alla nostra partenza c’era perfino la troup di Rai 3!! Da Lumezzane siamo partiti in 180, un gruppo destinato ad ingrossarsi, cammin facendo, fino a raggiungere quota 350 pellegrini!! Una comitiva che in 18 giorni, per le strade d’Italia, ha camminato sui tracciati della via Francigena come i pellegrini dei tempi antichi.

Viaggiare a piedi
Eccomi fresca fresca nel cortile di casa mia il giorno della partenza!! (La 126 detta “la Gilda” di mio nonno è solo coreografica, lei è rimasta ad aspettarmi a casa).

La nostra super organizzata “carovana” era dotata di tende ⛺ per metterci tutti al riparo durante la notte, tavoli, panche, una cucina completa, vettovaglie, una bacinella a testa per il pediluvio serale, portapotti🚽 e una specie di doccia portatile, il tutto trasportato da quattro autocarri. Al seguito anche un camion frigo, l’ambulanza 🚑 con un medico, infermieri e naturalmente l’idraulico e l’elettricista per ogni evenienza.

Per l’accampamento le tende erano a due, quattro, sei posti, segnate con numeri e colori. Ciascun pellegrino sapeva in partenza a quale tenda era destinato. Anche i nostri bagagli (nel gruppo logistico erano diventate famose due valigie dette “le lavatrici” tanto erano grandi e pesanti da caricare e scaricare giornalmente) portavano il numero della tenda per cui, a sera, dopo i trenta kilometri di marcia, ti trovavi le tue cose e la tenda da montare trasportate durante il giorno dai camion.

Diamo un po’ i numeri.

1.124 kg di pasta, 860 kg di formaggio, 6.216 mele, 75 angurie, 120 kg di caffé, 1 quintale di pane al giorno… 8 bombole di gas, 8 grandi pentole da 50 litri, 45 tavoli, 90 panchine, 100 tende, 2 generatori, 1 torre faro da stadio, 1 km di cavi vari, 300 vaschette per i piedi, 1 megafono con sirena (la nostra terribile sveglia delle 5.00) 6.300 rotoli di carta igenica (finiti)… 511/603 Km percorsi a piedi (a seconda delle versioni)… Sono solo alcuni dei numeri di quanto abbiamo consumato e trasportato durante il nostro viaggio a piedi reso possibile da pellegrini di cui 12 anni per il più giovane e 70 per il più anziano.

 

viaggiare a Piedi
Eccoci a Berceto, questa è vera Francigena!!

Il percorso (liberamente riassunto dalla cronaca degli organizzatori).

viaggiare a piediPartenza. Tutti a piedi da Lumezzane fino a Brescia. Prima notte da pellegrini nei sacchi a pelo, sul pavimento (più un sottilissimo materassino) e sotto la tenue protezione del tutto estiva dei chiostri. All’indomani, in pullman (abbiamo un po’ trassato…) sull’Appenino parmigiano, da dove raggiungiamo a piedi Berceto: il nostro primo accampamento con le tende. Superata la Cisa, scendiamo verso Pontremoli per poi raggiungere Aulla seguendo la strada normale (Cassia) trafficatissima. Il giorno dopo nuova tappa passando per Sarzana tutta sulla statale e giù fino a Marina di Carrara dove ci siamo tuffati in mare 🌅!! I piedi vescicati e la sabbia non è stata una grande idea (io ho pianto dal male😥) e ricordo benissimo il tutto esaurito dell’ambulanza di quella notte. Si riparte verso Pietrasanta, passando per Massarosa, attraversando la Versilia fra i bagnanti intenti a scendere in spiaggia, ma incuriositi da questa fiumana di gente a piedi.

viaggiare a piedi
Pietrasanta con le statue di Botero… e me!!

Una volta giunti alle porte di Lucca pioveva davvero forte, le scarpe sono zuppe e sotto i nostri spolverini e k-way ormai l’acqua penetra e comincia a fare anche un po’ freddo. Percorriamo l’antica Lucca e passiamo la prima, la seconda e la terza cerchia di mura. Ad Altopascio ci accolgono le gelide docce di una palestra, ma almeno quella sera si dorme all’asciutto e non dobbiamo montare le tende sotto il temporale… Puzza di piedi compresa nel prezzo 😷 !! Il 5 Agosto è finalmente una giornata serena e si passa per la bella Fucecchio.

Già allora ero quella dei “brevetti” e il mio zaino, durante il cammino, con un po’ di mollette da bucato e un appendiabiti, diveniva un fantastico stendino portatile 👕👖👙!! Attraversiamo Poggibonsi, con le sue colline di straordinaria bellezza, fino alla salita e alle mura merlate del minuscolo borgo Monteriggioni. Passiamo per i colli di fianco a Siena, su e giù, fino ad addentraci nelle zone più aride e brulle d’Italia il “deserto senese” dove ci aspetta il “tappone” (da leggere tutto alla Fantozzi): 63 polverosi km che solo 9 di noi tentano di fare a piedi, mentre per gli altri uno strappo di 15-20 km con i pulmini per evitare una salita sterrata micidiale.

Il pellegrinaggio continua. Sentiero difficile e pericoloso verso Sant’Antimo (gioiello medioevale solitario incastonato in una conca di verde) e “le storte” su quelle pietre sono dietro ad ogni angolo. Nella tappa di Radicofani occupiamo lo spazio della festa locale e ci offrono pastasciutta e salsicce con fagioli per tutti 🎉🎉 !! Il cammino prosegue per le colline rosse che si rincorrono verso l’orizzonte dove inizia la pianura laziale. Sosta sotto il sole rovente a Ponte Rigo con un Rigo asciutto e ancora seguiamo un tratto di vera Francigena verso Acquapendente dove siamo ospiti in un campo sportivo. La più bella doccia che io ricordi!! Ormai siamo davvero tanti e quando, a sera, i gruppi della cena vengono chiamati a turni non finiscono più!

viaggiare a piedi
Lago di Bolsena

Il giorno seguente visita alla basilica di S.Cristina a Bolsena, passaggio per Marta e arrivo alla periferia di Viterbo. Ormai ci siamo quasi, è il 12 agosto e Roma ci aspetta per Ferragosto. Si lascia la Cassia verso il Lago di Vico attraversando Viterbo con le sue mura di tufo. Sulle rive del lago ci accolgono i fumi (e solo i fumi) delle grigliate delle famiglie romane che fanno pic-nic 😋 e poi via verso Sutri. Inesorabile, come ogni mattina, la sveglia delle cinque ci rimette in marcia, è l’ultimo giorno del cammino e a sera saremo a Roma! ❤

Dopo un percorso di quasi 500 km, alla media di 35 km al giorno, il 15 agosto siamo finalmente nella Capitale e ammiro per la primissima volta la maestosità dell’abbraccio del Bernini.

Eccoci arrivati ci accolgono anche gli idranti per rinfrescarci!!

Nei giorni seguenti visitiamo la città Eterna, viviamo la cocente Giornata Mondiale della Gioventù a Tor Vergata (non mi fa onore, ma ho dormito, stremata, per quasi tutto il tempo!! 😅). E poi il ritorno, comodissimo (vista l’andata), con cinque pullman… dove ho dormito per tutto il viaggio anche lì 😴 !!

Viaggiare a piedi, in questo modo, è stato incredibile e non so se mai nella vita rifarò ancora una cosa del genere (anche se con mio marito coltiviamo l’ideale di provare insieme il Cammino di Santiago di Compostela… chissà, forse un giorno), ma il Viaggiare, scoprire cose nuove, allargare i miei orizzonti è sicuramente qualcosa che fortemente mi è rimasto radicato dentro. E’ stato bello, con Gabriele, ritornare sui passi di quel pellegrinaggio anche grazie ai nostri viaggi in camper, specialmente la Maremma ci ha rapito il cuore (qui l’articolo).

Viaggiare a piedi, come avevo detto all’inizio, mi ha insegnato l’Essenziale:

“Dalle tue parti — disse il piccolo principe — gli uomini coltivano cinquemila rose nello stesso giardino… e non riescono a trovare quello che cercano… E tuttavia quello di cui sono in cerca potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un po’ d’acqua…”

(Antoine de Saint-Exupéry)

Se sei arrivato a leggermi fin qui e vuoi rimanere in contatto con me ricevendo mensilmente aggiornamenti creativi dalla mia Bottega – spesso su quattro ruote – iscriviti alla mia newsletter. Da subito un piccolo regalo di benvenuto per te!!


Ti potrebbero interessare anche:

 

La maremma in Camper

la maremma in camper

 

In Germania con il Camper

in germania
Berlin (D)

Il Caldo in Camper: i “brevetti” della Marika

il caldo in camper

 

Quando una cosa è negativa, tienila per te;

quando è positiva, CONDIVIDILA !! (cit.)

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.