Un cantautore “camperizzato”: vi presento mio marito.

Un cantautore “camperizzato” è un modo simpatico, una specie d’intervista, per presentarti chi sta letteralmente alla guida della nostra casa viaggiante: Gabriele Carena, mio marito.

Nel nostro camperlab, in questi ultimi mesi, sono stata impegnata con mio marito nel lancio del suo album “Taste” una raccolta di canzoni inedite dal sapore Rock-Blues.

10 canzoni (o 9 più una come gli piace dire scherzando) tutte originali, alcune nate anche dalla bella fantasia musicale di Corrado Bibino Gallo, che lo ha aiutato e supportato in tutto questo progetto.

Nell’album sono presenti diverse tematiche:
le immancabili canzoni d’amore, un serio richiamo agli urgenti problemi ambientali, uno sguardo un pizzico sarcastico alle opportunità e ai limiti di un mondo filtrato dal web, qualche nota autobiografica e un timido e rispettoso accenno a chi vive la sofferenza della guerra e della fuga dal proprio paese….

 

 

Ascolta e scarica l’album “Taste” di Gabriele Carena qui.

Avendo una stella nascente in famiglia ? ho pensato: perché non fare una bella intervista al mio maritino, un cantautore “camperizzato”, così che i lettori possano conoscere il dietro le quinte della nostra Arte in camper?

Gabriele, quando hai deciso di dedicarti alla musica e perché?
Ho sempre amato la musica ed è la parte più importante della mia vita. Ho cominciato a suonare la chitarra da bambino e ne sono rimasto stregato. Più che diventare un musicista, ciò che mi ha sempre pervaso è il desiderio di suonare, di fare musica, di crearla e viverla, nei suoi molteplici aspetti. E non è per nulla facile dare una forma professionale a questa inclinazione. Diciamo che, a un certo punto, ho deciso di provare a farlo partendo dalla figura, comunque a me cara, del cantautore. Importanti sono stati i miei mesi trascorsi in America, a San Francisco. Arrivati là, mia moglie e io, non avevamo la minima idea di ciò che sarebbe successo. Non conoscevamo nessuno e tutto ciò che avevamo era una prenotazione per un paio di notti nell’albergo più economico della città, pochi soldi in tasca e tanti sogni da realizzare. E’ stato il mio vero banco di prova, così come lo è stato per la mia musica. Siamo riusciti a stare a galla grazie al suonare in strada… Ricordo ancora che andavo alla fermata delle Cable Car di Taylor Street alle sette di sera, quando ormai i buskers “ufficiali” se ne andavano, e cercavo di tirare su qualcosa con l’ultimo turno di turisti… 

Qual è il tuo genere musicale?
Domandone…. mi piacciono tante cose, dalla Classica, alla Psichedelia anni ’60…. lo stile però a cui torno più spesso è un miscuglio di Rock-Blues ed elementi cantautoriali, uno stile che pur sfuggendo alle categorie, rimane comnunque chiaro e riconoscibile.

Cos’è la musica per te?
E’ ciò che colora la mia vita. Da ragazzino, la vedevo come un’arma incredibile che avevo fra le mani, che mi permetteva di trovare sempre energie nuove. Oggi forse, la vedo (così come l’arte in generale) come la risorsa che abbiamo per comunicare ciò che viviamo nell’anima, e che altrimenti perderebbe di significato una volta pronunciato.

Gruppo o cantante musicale preferito?
Parlando di gruppi musicali, l’icona e immagine che affiora alla mia mente è quella dei Beatles. Li venero da quando avevo tre anni. Il mio modo di vivere e comprendere la musica “leggera” viene dai loro dischi. Il resto se lo spartiscono Eric Clapton e Neil Young.

E il camper nella tua vita?
In me c’è uno spirito un po’ nomade e, fin da quando eravamo fidanzati, ho proposto a mia moglie una vita su quattro ruote che mi permettesse di essere un musicista girovago. E lei mi ha stupito dicendomi subito sì!! Dopo San Francisco abbiamo abitato in camper per due anni e ora che ci siamo stabiliti, ci piace dire che siamo passati alla vita semi-nomade dato che la maggiorparte dell’anno siamo in viaggio portando la mia musica nelle piazze italiane (a volte anche europeee – vedi il nostro viaggio in Germania).

Quali sono i tuoi piani futuri?
Mi piacerebbe davvero tanto poter riprendere lo studio della musica e della composizione. Mi sono diplomato al liceo musicale “Ego Bianchi” di Cuneo, e per il resto ho sempre dovuto fare l’autodidatta.

Quanto conta per te il testo di una canzone rispetto alla musica?
Dipende, se il testo è bello, poetico, con immagini forti, sicuramente ha la sua grande importanza. Mediamente però, tendo a dare più attenzione alla parte musicale di una canzone, e le parole diventano più suono che significato.

Tra le tue esperienze e partecipazioni, quali ricordi con soddisfazione?
La collaborazione per il cortometraggio Along the River del regista Daniele Nicolosi (conosciuto a San Francisco) e vedere il primo piano di Franco Nero sulle note di una mia canzone: Young man mountain.

Che cosa ne pensi dei Talent Show?
Non voglio criticare, nè sembrare snob, ma mi pare che non siano un ambiente favorevole allo sviluppo artistico. Li trovo troppo costruiti in un’ottica competitiva che si basa sullo stupire, sul mercato e sullo stare sotto i riflettori. Mi sta bene (più o meno) che ci debba essere un po’ di music business, ma sarebbe ancora meglio ci fosse più spazio per altro.

Descrivi il tuo ultimo album con 3 parole.
Vivace, intimo e intenso.

Red and White è una delle canzoni dell’album e questo è il nostro video “viaggiante” che l’accompagna:

Se vuoi supportare la musica di Gabriele, il suo album è scaricabile qui. Oppure, se preferisci il CD nel cartonato (fatto con le mie manine), contattaci in privato e, con un’offerta libera, te lo manderemo per posta.

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E’
ciò che saremo noi
come fiori nel vento

– Flowers in the wind – Gabriele Carena –

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